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Elisabeth Cochran

Elisabeth Cochran

Le origini di Elisabeth Cochran sono umili. Nasce il 5 maggio del 1964, tredicesima di quindici figli che restano orfani di padre quando lei ha 6 anni. La madre si risposa ma il patrigno è un uomo violento e dedito all’alcol. La stessa Elisabeth testimonierà contro il patrigno durante il processo per il divorzio della madre.

La situazione economica è difficile e con immenso dispiacere la giovane Elisabeth deve lasciare gli studi per cercarsi un lavoro. Si traferisce a Pittsburgh dove cerca di diventare insegnante. In quel periodo legge un articolo sul Pittsburgh Dispatch dal titolo “What girls are
good for” (A cosa servono le ragazze) e, indignata, decide di scrivere al direttore firmandosi come Lonely Orphan Girl. La lettera colpisce il direttore che la invita a scrivere un articolo e le offre un posto nella redazione del giornale: inizia la sua avventura di giornalista e assume il nome di Nellie Bly.

I suoi articoli puntano il dito sulle questioni sociali: lavoro minorile, sfruttamento delle lavoratrici, salari, sicurezza sul luogo di lavoro, ecc… Quando lo stato della Pennsylvania vuole limitare la libertà delle donne modificando le leggi sul matrimonio e sul divorzio decide di intervistare le donne che avevano divorziato per rendere visibili le limitazioni che queste dovevano subire.
Il suo lavoro diventa giornalismo d’inchiesta. Nellie è curiosa, ha sete di giustizia e vuole occuparsi di questioni sociali rilevanti come le condizioni delle lavoratrici nelle fabbriche. Subisce costanti pressioni dagli industriali che le intimano di smettere di occuparsi di lavoro e
di questioni sindacali si trasferisce in Messico come inviata del giornale ed inizia ad indagare e scrivere sulle condizioni del popolo messicano sotto la guida di Porfirio Dìaz che in breve la costringe a tornare in America.

Lascia il Dispatch e si trasferisce a New York. Nellie è ambiziosa, è consapevole del suo valore, delle sue capacità e punta ad essere assunta nel New York Word di Joseph Pulitzer.
Pulitzer riconosce in Nellie capacità, caparbietà e spirito di avventura che, per una donna, a quei tempi, era raro incontrare e la assume. Il suo primo incarico riguarda un’inchiesta sugli istituti psichiatrici. Fingendosi mentalmente disturbata riesce a farsi ricoverare presso il
manicomio femminile Women’s Lunatic Asylum situato su un’isola a sud-est di Manhattan.
Viene “salvata” dal suo giornale che riesce a farla uscire dal manicomio dopo una decina di giorni. In questo periodo Nellie subisce le stesse violenze e angherie delle donne ricoverate. Denuncia le precarie condizioni igieniche, il cibo scadente, la facilità per le donne ad essere
rinchiuse, spesso dai loro familiari, a causa di problemi fisici o perché rifiutate dalla società.

Il suo “Dieci giorni di manicomio” suscita scalpore e sdegno nella società civile e il governo avvia inchieste e stanzia fondi per migliorare la qualità della vita in queste strutture. Ma Nellie non si ferma e continua la sua opera di giornalista investigativa facendosi arrestare per raccontare la vita all’interno delle prigioni raccontando le storie di queste donne costrette a lavorare come serve o come domestiche.

Donna dallo spirito indomito, coraggiosa e capace di tener testa al mondo maschile del giornalismo, è la prima giornalista investigativa e ideatrice del giornalismo sotto copertura.
Nel 1988 accetta la sfida di Pulitzer che, ispirato dal libro di Jules Vernes, la sfida a compiere il giro del mondo in meno di 80 giorni. Il 25 gennaio 1890 Nellie arriva a New York dopo aver compiuto la circumnavigazione della Terra in settantadue giorni. È la prima donna a
viaggiare da sola per il mondo senza essere accompagnata da un uomo e diviene un modello di emancipazione femminile.

Viene definita “miglior reporter d’America” dal New York Journal. Si sposa con un milionario ma resta vedova e, poco incline alla cura degli affari, deve dichiarare bancarotta. Nello stesso anno, il 1914, scoppia la prima guerra mondiale e torna al giornalismo diventando la prima
corrispondente di guerra donna.

Nel 1922, a 57 anni muore di polmonite lasciando in eredità al mondo delle donne le sue conquiste.

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