Telefono Rosa alla Festa del Volontariato in piazza Bra

Per Telefono Rosa e le volontarie è ormai una tradizione partecipare a questa manifestazione.

La Festa del Volontariato riunisce le associazioni veronesi che si occupano di assistenza e porta in piazza il volto solidale di Verona, fatto di tantissime realtà e persone che si spendono per gli altri.
Per l’associazione e le volontarie è stata l’occasione per incontrare le cittadine e i cittadini di Verona, spiegare quali sono le nostre attivià e mostrare i servizi che offriamo.

Ecco alcuni dei momenti più intensi della giornata.

Le nostre volontarie allo stand nr. 48

Alcuni per raccogliere materiale, altri per chiedere informazioni, altri ancora per conoscere più da vicino la nostra associazione e capire di cosa si occupa… Allo stand dove erano posizionate le nostre volontarie sono arrivati in tanti. Oltre alle autorità cittadine, come l’Assessora Anna Leso, è passata anche l’on. Alessia Rotta, deputata veronese del PD, per salutarci e assicurarci il suo impegno per portare all’attenzione del Parlamento la situazione dei Centri antiviolenza.

Lo stand in piazza Bra: Elena, Paola, Laura

Lo stand in piazza Bra: Elena, Paola, Laura

Lo stand in piazza Bra: Francesca

Lo stand in piazza Bra: Francesca

Lo stand in piazza Bra: Cristina e Franca

Lo stand in piazza Bra: Cristina e Franca

“Un telefono fa la differenza”

Quando si vuole chiedere aiuto, il telefono può rendere più facile il primo passo. Il talk “Un telefono fa la differenza” ha puntato i riflettori sulle associazioni che si occupano di ascolto telefonico, tra cui Telefono Rosa. La nostra vicepresidente Paola Zamboni ha raccontato l’esperienza e l’impegno del Centro a favore della sensibilizzazione e della prevenzione, e le attività dedicate alle donne che vivono situazioni di violenza: l’ascolto, la consulenza legale e psicologica, l’orientamento verso i servizi utili.

Talk Un telefono fa la differenza, Paola

Talk Un telefono fa la differenza, Paola

La performance silenziosa delle “statue viventi”

Una casalinga, una studentessa, una lavoratrice. Tre donne-simbolo in apparenza molto diverse tra loro, accomunate però da un particolare: un vistoso livido violaceo sul volto. Ai loro piedi, dei cartelli riportavano alcune delle frasi che le volontarie di Telefono Rosa sentono dire più spesso: “Mio marito sì che era stanco. E io non gli ho neanche preparato la cena”, “Il mio ragazzo è geloso perchè tiene a me. Effettivamente ho indossato una gonna troppo corta”, “Non è vero che sono più capace di mio marito. Come dice lui, sono solo fortunata”. La performance silenziosa delle “statue viventi”, messa in scena da alcune volontarie, ha catturato l’attenzione di molti passanti. Mostra che la violenza è un fenomeno trasversale e lancia un messaggio forte: non è mai giustificata.

Statue viventi: la violenza non è mai giustificata!

Statue viventi: la violenza non è mai giustificata!

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