Strage di donne

Strage di Donne – puntata del 24 febbraio 2013 – PresaDiretta, rai3

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124 le donne uccise da un uomo in Italia, nel 2012.

7 milioni le italiane che almeno una volta nella loro vita sono state vittime di violenza di genere: significa che una donna su tre, in Italia, è stata molestata, violentata, picchiata, sottoposta a violenza psicologica.

Non possiamo avere altri numeri, altre statistiche più precise perché manca un Osservatorio sulla violenza di genere.

Un solo dato è tanto certo quanto sconcertante: rispetto a quanto prescritto dalla legge, in Italia, dove vivono 30.700.000 donne, mancano 5211 posti letto nelle case rifugio.

I fondi destinati ai centri antiviolenza quest’anno sono stati dimezzati e allora si va avanti cercando di reperire finanziamenti pubblici e partecipando ai bandi nazionali o del Fondo europeo, che ovviamente non sono costanti e garantiti; gran parte del lavoro è svolto da volontarie che suppliscono alle mancanze di tutti i Governi, mettendoci tempo, buona volontà ed entusiasmo.

E poi c’è la società civile.

Ci sono ancora i vicini di casa che spesso preferiscono chiudere la finestra, per non sentire le urla della dirimpettaia, perché “sono affari suoi”; ci sono ancora insegnanti che non riconoscono il disagio di bambini e bambine che subiscono violenza diretta e/o assistita; ci sono ancora medici che vogliono credere che il livido sia dovuto ad una caduta accidentale, c’è ancora uno Stato oberato di burocrazia che prende in considerazione una denuncia per stalking, quando l’interessata è già stata ammazzata.

Ma ci sono anche persone che tendono l’orecchio non per origliare, ma per offrire la mano alla vicina di pianerottolo; ci sono insegnanti che scendono in piazza con i propri alunni e le proprie alunne per la danza planetaria contro la violenza e che chiedono alla volontarie dei centri violenza di entrare nelle loro scuole e di parlare alle loro classi; c’è una rete locale efficace, formata da Forze dell’Ordine, medici, centri antiviolenza e servizi sociali, in grado di riconoscere e affrontare la violenza.

E finalmente si pensa anche ai veri protagonisti di tutto questo: gli uomini maltrattanti.

Uomini di ogni età e professione che imboccano la scorciatoia della violenza quando hanno paura di confrontarsi con una donna e il suo diritto di autodeterminarsi.

Uomini che accettano di guardarsi dentro per affrontare il proprio problema, in un centro a loro dedicato.

Ci auguriamo che l’agenda politica del nuovo Governo parta da questo.