Sentenza di Firenze: siamo tutte stuprabili?

siamo tutte stuprabili

La sentenza della Corte d’Appello di Firenze ci riporta indietro negli anni, vanifica la riforma del 1996 che riconosceva la violenza sessuale come reato contro la persona, ridando dignità alla donna o alle persone che la subiscono e lo stupro continua ad essere un reato ostaggio della morale pubblica e del buon costume (ma chi può stabilire quale sia la morale è il buon costume?).

Anche la morale e il buon costume hanno portato all’assoluzione degli uomini che in gruppo hanno abusato sessualmente di una donna, perché la condotta della stessa (nella sua vita privata) è stata giudicata “non lineare” in quanto avrebbe avuto rapporti sessuali con altri uomini e con una donna.

Ma se siamo in presenza del reato di violenza sessuale ogniqualvolta manchi il consenso della vittima, ci chiediamo cosa importino il comportamento e le abitudini sessuali della donna.

Forse che una donna non più vergine non possa decidere se è con chi avere un rapporto sessuale? Forse che una donna non più vergine abbia un potere di autodeterminazione annacquato?

Ma allora, come dice Barbara Giorgi: “Siamo tutte stuprabili?”
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