La Regione Veneto ci taglia le ali

tagli centri antiviolenza

Nonostante le notizie di donne uccise o massacrate dai loro mariti campeggino nei giornali locali e nazionali, la Regione sta pensando di tagliare i fondi per il finanziamento del contrasto alla violenza sulle donne

La Regione Veneto ha deciso che, nonostante l’ampia diffusione del fenomeno che riguarda la violenza contro le donne, l’impegno per combattere e prevenire la violenza contro le donne non meriti un posto di primo piano nelle politiche regionali, pensando di eliminare il finanziamento previsto per il 2015, di 400.000 euro, ai Centri Antiviolenza del Veneto.

Così a rimetterci sono le donne vittime di violenza e allo stesso tempo viene svalorizzato l’impegno di tutte quelle operatrici che lavorano quotidianamente nei Centri Antiviolenza del Veneto affinché le donne (e i loro figli minori) non restino sole e possano riprendersi la vita.

La Giunta con la scusa di “razionalizzare le spese regionali” sta tagliando tanti finanziamenti dedicati alle persone più vulnerabili e alle categorie sociali che più necessitano di un supporto strutturale da parte delle Istituzioni.

Finanziamenti che non dovrebbero mai essere messi in discussione, anzi dovrebbero essere alla base di ogni decisione politica che riguarda i cittadini. Con politiche di taglio e azzeramento dei fondi, non solo si aumenta il rischio di marginalità ed esclusione sociale, ma si fa finta che non esistano tali problematiche nel nostro territorio.

Solo con politiche lungimiranti e inclusive potremmo affrontare il fenomeno della violenza sulle donne non più come un’emergenza ma come un elemento strutturale della società.

Per questo chiediamo che la Legge regionale n. 5/2013 Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne sia sovvenzionata con finanziamenti certi e calendarizzati.

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