I Centri antiviolenza del Veneto chiedono maggiore certezza dei fondi

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Comunicato stampa

APPELLO DEL COORDINAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA E DELLE CASE RIFUGIO DEL VENETO IRIS ALL’ASSESSORA LANZARIN

Il mese di novembre 2016 si apre con un acceso dibattito relativo all’inadempienza da parte di tutte le Regioni italiane nell’erogazione dei fondi nazionali stanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) contro la violenza sulle donne.

Il Veneto appare una eccezione virtuosa. Infatti, in questo caso, i fondi sono stati messi a bando per finanziare sia i Centri esistenti, sia l’apertura di nuovi Centri, così come richiesto dal DPO.

Tuttavia non è sufficiente, perché alcuni Centri si trovano ancora in forte difficoltà ed alcuni a rischio imminente di chiusura. Infatti, tale impegno va ulteriormente rafforzato al fine di garantire una maggiore sostenibilità delle Strutture che vedrebbe la Regione del Veneto rappresentare un modello di welfare partecipato reale, da esempio per tutto il territorio nazionale.

Come Coordinamento ci sentiamo di indicare 3 punti fondamentali:

  • La calendarizzazione almeno triennale dei fondi che permetterebbe ai Centri antiviolenza di progettare le proprie attività a medio e lungo termine. Al contrario, il finanziamento su base annuale, così come viene erogato attualmente, permette una programmazione del lavoro molto limitata. L’incertezza inoltre si ripercuote sulle possibilità che le donne e i loro figli hanno di uscire da situazioni di violenza, condizionando a disponibilità economiche il diritto essenziale ad essere protette.
  • Lo stanziamento di fondi basato sugli effettivi bisogni dei Centri e delle strutture di accoglienza, dato che lo stanziamento della Legge Regionale n.5/2013 di 400.000 euro è risultato essere insufficiente; nel 2015 siamo riuscite a stare a galla solamente grazie al finanziamento nazionale. Ad oggi diversi Centri del Coordinamento stanno lavorando senza fondi, cercando di garantire i servizi essenziali per le donne e i loro figli minori, con il timore di arrivare ad interrompere l’attività.
  • Il finanziamento diretto ai Centri antiviolenza, senza l’intermediazione delle Istituzioni. Il finanziamento, allo stato attuale, viene erogato dalla Regione del Veneto ai Comuni o alle Ulss territoriali attraverso bando, secondo un’applicazione restrittiva della Legge Regionale n. 5/2013 che invece prevede la possibilità anche per i Centri di essere enti proponenti. Ad oggi questa modalità penalizza fortemente i Centri antiviolenza gestiti da Associazioni di volontariato ed Organizzazioni onlus non solo per i tempi eccessivamente lunghi di erogazione dei fondi da parte delle Istituzioni, ma anche, in alcuni casi, per il dirottamento e reimpiego dei fondi stessi.

Il Coordinamento rimane a disposizione per un incontro con l’Assessora in un’ottica di dialogo costruttivo e di cooperazione per affrontare un fenomeno delicato e preminente nell’Agenda politica regionale, e richiama all’importante appuntamento della manifestazione “Non una di meno. Tutte insieme contro la violenza maschile sulle donne” che si terrà il 26 novembre 2016 a Roma.

Componenti del coordinamento:

Centro Veneto Progetti Donna, Padova

Belluno Donna, Belluno

Telefono Rosa, Treviso

Telefono Rosa, Verona

Donna chiama Donna, Vicenza

Cooperativa Iside, Mestre-Venezia

Spazio Donna, Bassano del Grappa

Centro Antiviolenza del Polesine, Rovigo