Come possono aiutarti le volontarie?

come possono aiutarti le volontarie

Se ti trovi in una situazione di difficoltà, perché qualcuno non ti rispetta, ti maltratta, ti minaccia o abusa di te, puoi chiamare il n. 0458015831, per parlare con una volontaria, con esperienza, che ti ascolterà e troverà insieme a te il modo per aiutarti.

Se vuoi, puoi anche rimanere anonima e non fornire i tuoi dati personali; in ogni caso è garantita la tua privacy.

Puoi anche decidere di prendere un appuntamento per una consulenza gratuita, sia di tipo legale che di tipo psicologico; se abiti nella Provincia di Verona puoi incontrare una volontaria o una consulente presso gli sportelli decentrati.

Uscire dalla violenza si può e il Telefono rosa ti può aiutare in questo cammino.

Qui i nostri orari

 

Aiutare la altre e noi stesse

gruppiIl Telefono rosa organizza gruppi di auto mutuo aiuto gratuiti, rivolti alle donne che hanno vissuto situazioni di violenza (fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking, molestie).

L’auto mutuo aiuto è un momento d’incontro tra donne unite dallo stesso problema ed è un’occasione per uscire dall’isolamento, per raccontarsi, per condividere informazioni ed esperienze; il confronto con altre donne, che hanno attraversato momenti simili, può aiutare ad affrontare le difficoltà e a scoprire nuove possibilità.

I gruppi sono condotti da una psicologa volontaria del Telefono rosa.


Per informazioni chiama il n.0458015831

 

 

Telefono rosa incontra le scuole

scuolaTelefono Rosa si rivolge a tutte le persone che vogliono approfondire la conoscenza della prevenzione della violenza e della promozione della cultura della comprensione, della tolleranza e del rispetto; per questo, realizza progetti per studenti, studentesse e loro insegnanti con l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere e arginare il fenomeno della violenza, ragionando su stereotipi di genere, comportamenti illegali e loro conseguenze – anche penali (ad es, cyberbullismo, molestie), come costruire e mantenere relazioni rispettose.

Per gli/le insegnanti vuole essere anche un punto di riferimento per individuare percorsi efficaci in caso di rilevazione di situazioni familiari violente; non di rado accade, infatti, che gli/le insegnanti raccolgano segnalazioni e confidenze di ragazzi/e e abbiano bisogno di indicazioni su come agire.

Inoltre, assieme ad altre realtà del mondo del volontariato di Verona, Telefono Rosa fa parte della Rete Full Immersion tra scuole e Associazioni di volontariato. Scopo di tale Rete è quello di mettere in contatto la scuola col mondo del no-profit e far riflettere gli studenti e le studentesse sull’importanza dell’opera dei volontari e delle volontarie.

Telefono Rosa entra così in contatto con insegnanti e dirigenti scolastici interessati ad inserire il tema della violenza di genere nel percorso scolastico.

Se sei interessato/a puoi scrivere a trverona@gmail.com

Buone Feste, ci rivediamo a gennaio

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Il 2016 è stato un anno ricchissimo di attività ed eventi, le volontarie hanno ascoltato, sostenuto, informato un numero sempre più alto di donne, hanno incontrato tanti studenti e studentesse per ragionare con loro di rispetto e di diritti, hanno parlato con centinaia di persone interessate a capire di che cosa si occupa Telefono rosa, hanno dialogato con le Istituzioni e fatto rete con altre associazioni per creare sinergie utili ad affrontare la violenza di genere.

Ora è il momento di una pausa, per riprendere fiato e tirare le fila, per ripartire con l’Anno Nuovo con l’energia necessaria per dare ancora aiuto vero, concreto ed efficace alle donne e ai loro figli e figlie.

Durante il periodo natalizio (dal 24 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017) il servizio di Telefono Rosa Verona è temporanemante sospeso.

L’attività delle volontarie tornerà a pieno regime a partire da lunedì 9 gennaio 2017,   saranno infatti contattabili telefonicamente nei seguenti giorni e orari:

Lunedì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 17.30

Martedì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 17 alle 19

Mercoledì dalle 13.30 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 20.30
Giovedì dalle 18.30 alle 20.30

Venerdì dalle 9.30 alle 11.30

Ricordiamo che il numero di pubblica utilità 1522, promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità, offre un servizio di accoglienza telefonica multilingue 24h/24 per 365 giorni l’anno per chi vive situazioni di violenza.

 

 

I Centri antiviolenza del Veneto chiedono maggiore certezza dei fondi

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Comunicato stampa

APPELLO DEL COORDINAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA E DELLE CASE RIFUGIO DEL VENETO IRIS ALL’ASSESSORA LANZARIN

Il mese di novembre 2016 si apre con un acceso dibattito relativo all’inadempienza da parte di tutte le Regioni italiane nell’erogazione dei fondi nazionali stanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) contro la violenza sulle donne.

Il Veneto appare una eccezione virtuosa. Infatti, in questo caso, i fondi sono stati messi a bando per finanziare sia i Centri esistenti, sia l’apertura di nuovi Centri, così come richiesto dal DPO.

Tuttavia non è sufficiente, perché alcuni Centri si trovano ancora in forte difficoltà ed alcuni a rischio imminente di chiusura. Infatti, tale impegno va ulteriormente rafforzato al fine di garantire una maggiore sostenibilità delle Strutture che vedrebbe la Regione del Veneto rappresentare un modello di welfare partecipato reale, da esempio per tutto il territorio nazionale.

Come Coordinamento ci sentiamo di indicare 3 punti fondamentali:

  • La calendarizzazione almeno triennale dei fondi che permetterebbe ai Centri antiviolenza di progettare le proprie attività a medio e lungo termine. Al contrario, il finanziamento su base annuale, così come viene erogato attualmente, permette una programmazione del lavoro molto limitata. L’incertezza inoltre si ripercuote sulle possibilità che le donne e i loro figli hanno di uscire da situazioni di violenza, condizionando a disponibilità economiche il diritto essenziale ad essere protette.
  • Lo stanziamento di fondi basato sugli effettivi bisogni dei Centri e delle strutture di accoglienza, dato che lo stanziamento della Legge Regionale n.5/2013 di 400.000 euro è risultato essere insufficiente; nel 2015 siamo riuscite a stare a galla solamente grazie al finanziamento nazionale. Ad oggi diversi Centri del Coordinamento stanno lavorando senza fondi, cercando di garantire i servizi essenziali per le donne e i loro figli minori, con il timore di arrivare ad interrompere l’attività.
  • Il finanziamento diretto ai Centri antiviolenza, senza l’intermediazione delle Istituzioni. Il finanziamento, allo stato attuale, viene erogato dalla Regione del Veneto ai Comuni o alle Ulss territoriali attraverso bando, secondo un’applicazione restrittiva della Legge Regionale n. 5/2013 che invece prevede la possibilità anche per i Centri di essere enti proponenti. Ad oggi questa modalità penalizza fortemente i Centri antiviolenza gestiti da Associazioni di volontariato ed Organizzazioni onlus non solo per i tempi eccessivamente lunghi di erogazione dei fondi da parte delle Istituzioni, ma anche, in alcuni casi, per il dirottamento e reimpiego dei fondi stessi.

Il Coordinamento rimane a disposizione per un incontro con l’Assessora in un’ottica di dialogo costruttivo e di cooperazione per affrontare un fenomeno delicato e preminente nell’Agenda politica regionale, e richiama all’importante appuntamento della manifestazione “Non una di meno. Tutte insieme contro la violenza maschile sulle donne” che si terrà il 26 novembre 2016 a Roma.

Componenti del coordinamento:

Centro Veneto Progetti Donna, Padova

Belluno Donna, Belluno

Telefono Rosa, Treviso

Telefono Rosa, Verona

Donna chiama Donna, Vicenza

Cooperativa Iside, Mestre-Venezia

Spazio Donna, Bassano del Grappa

Centro Antiviolenza del Polesine, Rovigo

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