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Frida Kahlo

Frida Kahlo

Frida Kahlo nasce a Città del Messico il 6 luglio del 1907. A 6 anni a causa di una poliomelite, il piede e la gamba destra si deformano e la piccola indossa pantaloni o gonne lunghe per nascondere la sua deformità. Dagli altri bambini viene soprannominata di “gamba di legno” ma lei non si scoraggia e a 18 anni si iscrive alla “Escuela Nacional Preparatoria” per diventare medico.

Il 17 settembre 1927 l’autobus che la deve portare a casa si scontra con un tram:

Salii sull’autobus con Alejandro…Poco dopo, l’autobus e un treno della linea di Xochimilco si urtarono.. Fu uno strano scontro; non violento, ma sordo, lento e massacrò tutti. Me più degli altri. È falso dire che ci si rende conto dell’urto, falso dire che si piange. Non versai alcuna lacrima. L’urto ci trascinò in avanti e il corrimano mi attraversò come la spada il toro”

Frida riporta la frattura della terza e della quarta vertebra lombare, tre fratture del bacino, undici fratture al piede destro, lussazione del gomito sinistro, ferita profonda dell’addome, prodotta da una barra di ferro entrata dall’anca destra e uscita dal sesso, strappando il labbro sinistro. Peritonite acuta. All’ammalata viene prescritto di portare un busto di gesso per 9 mesi, e il completo riposo a letto per almeno 2 mesi dopo le dimissioni dall’ospedale.

«Da molti anni mio padre teneva…una scatola di colori a olio, un paio di pennelli in un vecchio bicchiere e una tavolozza.. nel periodo in cui dovetti rimanere a lungo a letto approfittai dell’occasione e chiesi a mio padre di darmela…Mia madre fece preparare un cavalletto, da applicare al mio letto, perché il busto di gesso non mi permetteva di stare dritta. Così cominciai a dipingere il mio primo quadro».
La madre di Frida, Matilde, poi trasforma il letto di Frida in un letto a baldacchino e ci monta sopra un enorme specchio, in modo che Frida, immobilizzata, possa almeno vedersi.
Così nascono gli autoritratti : «dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio».

Passano i mesi e Frida si dedica alla pittura sempre con maggior consapevolezza. I dolori sono costanti e le cicatrici disegnano il suo corpo ma Frida non si arrende e affronta la sua tragedia con tenacia e coraggio fino a riuscire a condurre una vita quasi normale.

Nel 1928 Frida si unisce ad un gruppo di artisti e di intellettuali che sostengono un’arte messicana indipendente e crea un proprio linguaggio figurativo: il mondo contenuto nelle opere di Frida si rifà soprattutto all’arte popolare messicana e alla cultura precolombiana; vi sono infatti, immagini votive popolari, raffigurazioni di martiri e santi cristiani, ancorati nella fede del popolo; negli autoritratti, inoltre, Frida si rappresenta quasi sempre in abiti di campagna o con costume indio.

Nei primi mesi del 1928, conosce un gruppo di giovani raccolto intorno al comunista cubano Julio Antonio Mella, che si trova in esilio in Messico e che ha una relazione con la fotografa Tina Modotti. È proprio Tina a farle conoscere Diego Rivera: un pittore e muralista molto famoso.

Frida e Diego si sposano (lei ha 22 anni lui 43) e si trasferiscono per 4 anni in America per tornare nel 1934 in Messico. In questi anni Frida abortisce per ben 3 volte per problemi legati alla sua condizione fisica. Iniziano i tradimenti di Diego e anche Frida inizia ad avere rapporti con altri uomini.

E’ molto attiva politicamente e con lo scoppio della Guerra Civile in Spagna si impegna nella raccolta di viveri  medicinali e vestiti da spedire in Spagna in supporto alla Repubblica Spagnola.

Negli anni quaranta la sua popolarità come pittrice è alle stelle. Nel 1950 subisce ben sette operazioni alla colonna vertebrale  e trascorre nove mesi in ospedale. A causa dei dolori, non riesce più a lavorare se non ricorrendo a farmaci antidolorifici.

Nel 1953, alla sua prima mostra personale, allestita dalla amica fotografa Lola Alvarez Bravo, partecipa sdraiata su un letto, dato che se i medici le hanno assolutamente proibito di alzarsi. È Diego ad avere l’idea di trasportare il grande letto a baldacchino di Frida fin nel centro di Città del Messico. Stordita dai farmaci, partecipa alla festa rimanendo a letto, bevendo e cantando con il pubblico accorso numeroso. Nell’agosto dello stesso anno, i medici decidono di amputarle la gamba destra fino al ginocchio. Nel 1954 si ammala di polmonite. Durante la convalescenza, il 2 luglio, partecipa ad un dimostrazione contro l’intervento statunitense in Guatemala, reggendo un cartello con il simbolo della colomba che reca un messaggio di pace. Muore per embolia polmonare la notte del 13 luglio.

 

Per un approfondimento:

il libro Frida Kahlo la donna e l’artista selvaggia, visionaria e seducente di Rauda Jamis

Il film Frida di Julie Taymor (2002)

 

Fonti:

www.enciclopediadelledonne.it

Frida Kahlo la donna e l’artista selvaggia, visionaria e seducente di Rauda Jamis

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