Cinque per mille a favore di Telefono rosa Verona

Grazie a chi vorrà sostenerci destinando il 5×1000 a Telefono rosa Verona, in sede di dichiarazione dei redditi.
Non costa nulla a chi lo dona e per noi è un contributo preziosissimo

Come possono aiutarti le volontarie?

come possono aiutarti le volontarie

Se ti trovi in una situazione di difficoltà, perché qualcuno non ti rispetta, ti maltratta, ti minaccia o abusa di te, puoi chiamare il n. 0458015831, per parlare con una volontaria, con esperienza, che ti ascolterà e troverà insieme a te il modo per aiutarti.

Se vuoi, puoi anche rimanere anonima e non fornire i tuoi dati personali; in ogni caso è garantita la tua privacy.

Puoi anche decidere di prendere un appuntamento per una consulenza gratuita, sia di tipo legale che di tipo psicologico; se abiti nella Provincia di Verona puoi incontrare una volontaria o una consulente presso gli sportelli decentrati.

Uscire dalla violenza si può e il Telefono rosa ti può aiutare in questo cammino.

Qui i nostri orari

 

Aiutare la altre e noi stesse

gruppiIl Telefono rosa organizza gruppi di auto mutuo aiuto gratuiti, rivolti alle donne che hanno vissuto situazioni di violenza (fisica, psicologica, economica, sessuale, stalking, molestie).

L’auto mutuo aiuto è un momento d’incontro tra donne unite dallo stesso problema ed è un’occasione per uscire dall’isolamento, per raccontarsi, per condividere informazioni ed esperienze; il confronto con altre donne, che hanno attraversato momenti simili, può aiutare ad affrontare le difficoltà e a scoprire nuove possibilità.

I gruppi sono condotti da una psicologa volontaria del Telefono rosa.


Per informazioni chiama il n.0458015831, in questi orari:

Lunedì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 15.30 alle 17.30

Martedì dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 17 alle 19

Mercoledì dalle 13.30 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 20.30
Giovedì dalle 18.30 alle 20.30

Venerdì dalle 9.30 alle 11.30

 

 

La Panchina rossa

Il femminicidio di Alessandra Maffezzoli ha ferito e coinvolto tutte e tutti. Per questo abbiamo scelto di costituirci parte civile nel processo per il suo omicidio, insieme a Isolina e…

Ricorderemo Alessandra l’8 giugno a Pastrengo. Sarà significativo essere tante (e tanti).

Se facciamo rete possiamo davvero aiutare le donne che convivono con la violenza.

Non sulla pelle delle donne

Contro la chiusura del Centro Antiviolenza del Polesine

30 Aprile 2017 – Le donne di Rovigo sono più sole!

Il Centro Antiviolenza del Polesine e la Casa Rifugio sono stati chiusi.

La Cooperativa Peter Pan, che ha gestito il Centro Antiviolenza e la Casa Rifugio del Polesine da Agosto 2012 al 31/12/2016, prende posizione insieme al Coordinamento dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio del Veneto – IRIS, di cui fa parte, in seguito alla chiusura del Centro Antiviolenza e Casa Rifugio del Polesine il 30 Aprile 2017. Ricordiamo che “le conseguenze della chiusura ricadono ancora una volta sulla pelle delle donne” e che Peter Pan con il Coordinamento IRIS sono impegnati a proseguire, oggi più che mai, il percorso di contrasto e prevenzione alla violenza contro le donne nel territorio regionale.

Le ragioni sembrano essere la mancanza di fondi e di garanzie finanziarie per il futuro, che possano permettere una programmazione adeguata dei servizi. Ma le conseguenze di questa chiusura ricadono ancora una volta sulla pelle delle donne.

I Centri antiviolenza sono fondamentali per aiutare le donne che, nel momento difficile in cui decidono di intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza, hanno bisogno di protezione e di aiuto concreti per ricominciare a vivere al sicuro. Il bisogno immediato è la messa in sicurezza che garantisca loro il diritto alla vita, anche attraverso l’accoglienza nelle Case rifugio.

Le donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza trovano inoltre, sostegno psicologico, legale e un supporto per garantire il benessere dei minori, se presenti.

I Centri antiviolenza, perlopiù, sono gestiti da realtà no profit, che promuovono come metodologia di lavoro, la relazione tra donne quale strumento più efficace per uscire dalla violenza. Realtà che spesso operano con carenza di finanziamenti e demandando una importante parte dell’operato al volontariato. Questo non è sufficiente a garantire la sicurezza e la protezione delle donne che si trovano in situazioni di violenza. C’è bisogno di molto di più.

Per questo è importante che le Istituzioni, in primis i Comuni, si schierino apertamente dalla parte delle donne, promuovendo concretamente la Rete territoriale di contrasto alla violenza e riconoscendo il ruolo cardine che i Centri Antiviolenza ricoprono in essa. Questo significa che i Centri Antiviolenza devono essere garantiti dalle Istituzioni, sempre, attraverso Protocolli di intervento, fondi certi, calendarizzati e adeguati, e una protezione effettiva di tutte le donne che abitano il territorio.

È assolutamente inaccettabile e pericoloso chiudere due servizi essenziali come il Centro antiviolenza e la Casa Rifugio. Le donne sono di fronte a una porta chiusa. Una porta che dovrebbe invece essere aperta, per accogliere, ascoltare, proteggere.

Chiediamo alle Istituzioni un impegno forte per il contrasto alla violenza maschile sulle donne, che si concretizzi in una rapida riapertura del Centro Antiviolenza e della Casa Rifugio del Polesine.
Per info: segreteria del Coordinamento IRIS – 3459948956